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Dubbi

Lo so lo so lo so…avevo detto che scrivevo a marzo, avevo detto, ma non ho avuto tempo. E ora, in un mini ritaglio di tempo in una mattina piovosa, scrivo quelle che spero siano due righe, anche se non sarà così.

Ho dunque ripreso il lavoro in campeggio, ma mi manca tantissimo il catering….Fare catering, fare le cene e le piccole lezioncine di cucina mi manca troppo, non riesco a stare senza. Ma non ho il tempo di fare anche quello, perchè da marzo abbiamo anche iniziato un piccolo corner sulla NHK locale di Shimane.

Il programma è divertente, e serve per promuovere i prodotti tipici della prefettura, usandoli in ricette italiane e non.

Al momento abbiamo registrato due episodi (di circa 10 minuti).

Il primo episodio era sugli Asukko, una specie di broccoletti di shimane, molto dolci e teneri(anche mangiati crudi erano davvero freschi e gustosi) mentre il secondo episodio era sugli asparagi bianchi…Mi hanno sempre fatto impressione ma sono stati anche questi una bella scoperta. E quindi tra qualche giorno inizieremo le riprese della terza puntata…

Stare davanti la telecamera non è il mio forte, riguardando le puntate mi viene sempre da ridere(e mi fa un po’ vergogna, perché sono del tutto innaturale) ma spero di abituarmici e spero che il programma abbia un po’ di successo.

Questa cosa andrà avanti fino al prossimo anno, dopo di che si vedrà ^^

In questo periodo siamo riusciti a fare solo due eventi(uno molto grosso, un festival al centro internazionale di Izumo, dove abbiamo letteralmente fatto il pienone 😄 mai guadagnato così tanto in 4 ore XD), qualche lezione di cucina per il centro di volontariato, alla scuola superiore di Taisha e basta.

Questa cosa mi fa letteralmente andare in crisi perché ho bisogno di fare qualcosa.

Il campeggio è divertente ma non è davvero la strada per me 😦 Adoro fare i lavoretti di giardinaggio  e ufficio (cosa che mai avrei detto fino a due anni fa) ma mi sembra di perdere tempo, come se questa cosa mi distraesse da quello che dovrei veramente fare.

Ho paura di perdere la mano o perdere la fantasia in quello che facevo prima, questo pensiero mi divora ogni giorno e mi mette spesso di malumore….Insomma, speriamo che questo periodo passi in fretta e che il lavoro al campeggio termini il più presto possibile.

Stavo anche pensando di smettere di scrivere il blog 😄 mi sembra che lavorando al campeggio non mi stimoli a scrivere, mi sembra di non avere più niente da raccontare !(se volete posso raccontarvi dell’immane disgusto che ho per mukade e affini).

Vabbè, scusate il post un po’ triste, passerà 😄 Noi però stiamo bene eh! Siamo in salute 😄 Ma momenti del genere possono capitare ^^

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Il primo post dell’anno, con molto ritardo

Ci eravamo lasciati all’incontro degli dei, dicembre e gennaio sono stati dei mesi abbastanza pieni, come lo è anche febbraio… Prima di tutto a dicembre abbiamo festeggiato il nostro primo anno di matrimonio ❤ Kento mi ha fatto una bellissima sorpresa e portato in un ryokan a Tamatsukuri, qua vicino, e ci siamo svagonati un sacco di granchio 😄 E’ stata una bellissima esperienza, un po’ costosa ma ci è servito anche per rilassarci un po’ e ripartire…Tanti eventi da organizzare, lezioncine di cucina(nei centri comuni e da poco anche nelle scuole !!! XD) per conoscere persone nuove, catering (ultimamente mi chiedono di cucinare a casa e fare dei menù personalizzati 😄 sono felicissima), progetti futuri(spero di poterne parlare dal prossimo mese), la ricerca di un posto per la caffetteria…insomma, non si sta fermi, a volte sono davvero tanto stanca alla sera ma sono felice.

Avrei un po’ di cose da raccontare ma le terrò per il prossimo post, è una cosa un po’ importante e prima di dirla ai quattro venti vorrei essere sicura sicura 😄 Quindi, se vi interessa, restate sintonizzati xD

Per questo post invece, ho preso un po’ spunto da tanti blog (come anche su gaijinpot si fa spesso) su cosa mi piace del vivere in Giappone, e le cose che detesto. E’ solo un anno che abito a Izumo, ma magari tra qualche anno, se sarò ancora qui 😄 potrò riguardare la lista e capire se è la stessa cosa oppure sono cambiati i miei gusti…Quindi partiamo con la lista dolce.

Cosa mi piace del vivere a Izumo.

1. Se chiudo gli occhi e penso ad Izumo, la prima cosa che mi viene in mente è la mia adorata spiaggia di Inasa. Insieme all’Izumo Taisha, ma anche diciamo proprio tutta la cittadina intorno al Tempio, è la mia parte preferita della città di Izumo. Il mare, averlo così vicino è una gioia. Ogni giorno con la macchina percorro la costa da casa mia fino alla città, e sia che il mare sia incavolato, sia che sia una tavola, con la neve, le onde altre 30 metri, con i raggi di sole che filtrano le nuvole, tutti i giorni mi commuovo di quanto sia bello.

2. Le persone. La maggior parte delle persone che ho incontrato in questo primo anno sono veramente deliziose, con alcune sto stringendo forti amicizie (cosa che non mi sarei mai aspettata). Lo ripeto se no passo per svampita che non nota la maleducazione o le cattiverie: ci sono anche persone che non sopporto, da sparare con un cannone al centro del sole, ma appunto, in media, la gente ad Izumo è figa.

3. Il cibo. Amo la cucina giapponese e sto tentando di studiarla per bene, e vivere in campagna mi aiuta anche a conoscere verdure che fino al giorno prima non sapevo neanche che esistessero! Mi piace tanto abbinarle sia nella cucina di casa che nelle ricette che magari vedo su un libro, o cibo che provo al ristorante, o a qualche incontro di cucina etnica. Izumo è piena di posti carini dove mangiare, alcuni davvero chic (o come si dice qua, oshare) ma ci sono anche quelli pezzotti che non gli daresti una lira, entri dentro e invece, guarda là, che delizie. Inoltre a tante persone qua piace tantissimo mangiare!!! Sono capitata in un bel posto xD

4. Partecipare agli eventi. Da quando vivo qua, andiamo sempre a qualche mostra, o qualche festa, o ci invitano a casa e si mangia tutti insieme con gli amici. E’ divertente, mi fa stare bene e mi permette di parlare di più in giapponese, visto che ad izumo, pochi, pochissimi parlano una seconda lingua all’infuori del giapponese! E qua ci colleghiamo al 5 punto!

5.Le sfide personali. Non avrei mai pensato, ma mi piacciono le sfide. Quelle sane ovviamente, non quelle da competizione. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, mi metto in prima linea e partecipo, se fallisco non è un po’ problema, ne per me ne per gli altri, basta rialzarsi e continuare! Se all’inizio, quando sono arrivata, ero timida e avevo paura di sbagliare, ora è cambiato qualcosa. Anche durante le lezioni di cucina, facevo sempre parlare Kento, ora invece sono più sciolta. La differenza si nota tantissimo e questo ha effetto anche sulle persone che incontro.

Le cose che mi fanno rabbrividire.

1. Togliendo i soliti noti (tipo i sucidi, Il primo ministro, i terremoti ecc.) e andando più su livello personale, direi che mi fa rabbrividire il costo della frutta e della verdura (quella da tutti i giorni, non quella da regalo. Quella è ancora qualcosa di più assurdo). Ma è la politica della JA che è tutta sbagliata, e si sta arricchendo sulle spalle degli agricoltori. Contate questo. Su ogni pezzo che comprate, la JA si prende dal 15 al 25%. Tipo se voi comprate una zucchina a 100 yen, 25 (andiamo proprio all’estremo) se li prende la JA. più una tassa che ogni coltivatore deve pagare annuale (non è tanto, 2000yen, ma gli agricoltori sono tanti).

2. Il freddo che ti entra in casa. Vengo da Torino, sono abituata a inverni ggggelidi (3 anni fa, Carmagnola -25 gradi, proprio in questo periodo), basta coprirsi un po’ ed è fatta, ma le case sono calde e non c’è bisogno di girare per le stanze con il piumone addosso, grazie ai nostri beneamati termosifoni. La nostra casa è vecchia(non mi stancherò mai di dirlo XD), spifferi ovunque(è al 90% legno e legno!….e un po’ di plastica XD), in cucina alla mattina fai i fumetti con la bocca, arriviamo anche a 6 gradi quando fuori nevica. Tuttavia non sto sputando dove mangio eh, occhio. Sono felice, abbiamo la nostra casa, indipendenza e via dicendo, ma spero di riuscire a mettere abbastanza soldi da parte per farmi una casa decente 😄

3. Gli incarti. In Giappone si fa una bella raccolta differenziata, qua ad Izumo abbiamo un bellissimo impianto di riciclaggio, fatto davvero bene, funziona una meraviglia! Ma mi piacerebbe che i giapponesi fossero meno “maniacosi” per gli incarti. Anche il più becero degli omiyage, ha un involucro a se, poi in una scatola con coperchio, poi la carta intorno, poi il nastrino. Sono esteticamente bellini da vedere, ma magari se iniziassimo a fare meno spazzatura? 😄

4. Il fucking disordine. Una premessa, non sono la più ordinata del mondo, ogni tanto mi lascio andare ma a me vedere la casa tutta in disordine, specie la cucina, mi fa rabbrividire, mi viene voglia di diventare un supereroe del pulito e darci di candeggina su tutto! Qua per alcuni il disordine è uno stile di vita, o una cosa del tutto normale. una volta siamo andati a casa della nonna, mi siedo nel kotatsu, infilo la mano e trovo un coltellaccio…alla domanda”nonnina, che ci fa un coltellaccio nel kotatsu?” la risposta è stata”così ce ‘ho quando serve per togliere la buccia ai mandarini”…..no comment 😄

5. E per ultimo, una nota dolente…questo mese 130000 yen (pari a circa 900 e pussa euro) per riparare la macchina e per un completo checkout che durerà (se ho capito bene) 4 anni. Insomma, la macchina è indispensabile per vivere ad Izumo(i trasporti ci sono eh, ma non a tutte le ore), e mi piace guidare, ma era ridotta molto male e quindi lo scherzetto proprio non mi piace….Ma non posso rimanere senza macchina in questo momento, quindi si tira avanti 🙂

Ho fatto un po’ di fatica a fare queste liste di cinque punti 😄 Cosa pensate? sono troppo lamentona? Sono una cretina? Pace 😄

Digressione
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In tutto il Giappone c’è un periodo dell’anno ben preciso che si chiama Kannazuki (神無月), ovvero il così detto “Mese senza Dei” che riguarda la cultura shintoista del paese. Durante questo periodo tutte le 800.000 divinità della religione shintoista, si riuniscono all’Izumo Taisha. In questa occasione, solo nella prefettura di Shimane è riconosciuto il Kamiarizuki (神有月) ovvero il mese dove gli dei sono presenti.

Il mese non è lungo 30 giorni (cosa che ho scoperto solo quest’anno, visto che è la prima volta che sono ad Izumo durante questo evento), ma arriva fino alla prima settimana di Dicembre.

IMG_2610L’ultima settimana è particolare, perché durante questi giorni, sono vietate danze e musica….per un motivo preciso.  Gli dei si riuniscono all’Izumo Taisha per un’assemblea(chiamata oimisan), dove vengono discussi i legami delle persone (legami che possono essere d’amore, di lavoro, di amicizia, viene tutto messo in discussione prima della fine dell’anno lunare).

Il primo di dicembre vengono appese lungo una strada secondaria delle shimenawa(delle corde intrecciate che solitamente indicano qualcosa di sacro, ma si trovano anche attorno a particolari alberi o rocce) che indicano il percorso che le divinità percorranno fino ad arrivare all’Izumo Taisha, il santuario principale. Tradizione vuole che i kami (gli dei) vengano dal mare, e la IMG_2612cerimonia di benvenuto abbia luogo sulla bellissima spiaggia di Inase (la spiaggia che fotografo quasi sempre, per intenderci), dove i presti shintoisti del santuario si ritrovano per guidare i kami fino alla meta. Chiunque può partecipare alla parata, ovviamente in silenzio.

Quest’anno però, a causa di fortissimo vento (mai sentito così forte, neanche durante i tifoni che ci sono stati durante l’estate), neve, pioggia, onde molto alte la cerimonia ha avuto luogo in un piccolo tempio che non poteva ospitare tutti, ma l’Izumo Taisha ha aperto le porte principali del Kaguraden(una parte del tempio dove solitamente l’accesso è riservato ai preti o alle coppie che si uniscono in matrimonio, con gli invitati e fotografi) a coloro i quali avessero voluto aspettare tre ore per vedere l’arrivo dei preti e la fine della cerimonia…(noi abbiamo gentilmente declinato e preferito andare a mangiare, visto che era impossibile anche fare foto).

I residenti di taishacho, ricevono un piccolo foglietto per la lotteria, e sono invitati a tentare la fortuna durante questa ultima settimana. E così ci proviamo anche noi, il 2 dicembre, ci dirigiamo verso il tempio (nota: per l’intera settimana ha fatto piccole buffere di neve-che non si è depositata- vento fortissimo quasi 24h su 24h, pioggia ad intervalli e onde davvero alte. Per la prima volta le ho viste arrivare sulla costa, dove si trova la strada che percorriamo ogni giorno per andare e venire da casa nostra) e in cambio del nostro biglietto(mi sono dimenticata di fotografarlo, ma era un normalissimo biglietto con scritto: recarsi al tempio in tali giorni per ricevere un’altro biglietto e quindi ritirare il IMG_2613premio all’Izumo Taisha 😀 ) riceviamo un biglietto più piccolino, lo apriamo curiosi di sapere se abbiamo vinto qualcosa…c’è scritto sake! Beh, non male, soprattutto per il fatto che ci piace molto 🙂 Quindi dopo aver sbrigato qualche commissione in giro, ritorniamo all’Izumo Taisha a ritirare il nostro premio, e mai premio fu più gradito 😀 Riceviamo una mini bottiglietta di sake fatto proprio all’Izumo Taisha, dai preti (un po’ come succede in europa con i monaci che fanno birra e vino 😀 ) Ha un gusto davvero fantastico e se vi capitasse di passare da queste parti vi invitiamo caldamente a prenderne un sorso 😀

E’ questo è quanto, per quello che riguarda la mia esperienza personale in questo momento importante per l’Izumo Taisha

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In un certo senso, mi ha colpito il fatto che tutto questo maltempo abbia colpito il Giappone in generale ma nella fattispecie Izumo, proprio durante questo evento shintoista, forse uno dei più importanti dell’Izumo Taisha.

La gente del posto usa dire che quando le nuvole sono su Izumo, gli dei sono contenti e in questo particolare momento, con tuoni, ondate, vento e neve, si sentiva dire, anche incrociando la gente del posto “Gli dei sono proprio arrivati e si fanno sentire”….insomma io avrei preferito ancora un po’ di sole (uscito solo questa Domenica XD) a scaldarmi invece che prendere tutto quel freddo, ma se si dice così, mi adeguo alle tradizioni!  (E grazie al vento ho la pelle della faccia morbidissima e levigata XD)

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Un piccolo preambolo: doveva essere un post di riassunto anche questo, ma, sono successe troppe cose, alcune me le sono pure scordate o non mi vengono in mente ahahah 😄 forse dovrei iniziare a scrivere piccoli post sulla pagina Facebook, con qualche foto. Comunque, oggi parliamo di lavoro, e al seguito, alcune riflessioni, è da mesi che penso di scrivere qualcosa al riguardo ma ho sempre paura di non trovare le parole giuste. Beh, se vi va, leggete qui di seguito 🙂

Visto che con il catering stiamo partecipando solo ad eventi saltuari, ho deciso di iniziare un piccolo baito nel camp site di Sagiura, ovvero Yume no Mori Usagi (ovvero in italiano: La foresta dei sogni  – Usagi -non fatevi ingannare, sebbene Usagi in giapponese significhi coniglio, in questa comunità è la contrazione di Udo e Sagiura. I due villaggi sono incastonati tra il bellissimo Mare del Giappone e le montagne, a 6 Km dall’Izumo Taisha, in una baia po’ nostalgica).

Se posso essere sincera (ma cavolo è il mio blog 😄 devo esserlo!) è un part time (baito o arubaito in giapponese, dal Tedesco arbeit, che credo significhi lavoro o qualcosa del genere) ovviamente non è il lavoro dei miei sogni XDDD ma non posso vivere di solo catering(ora come ora sono saltuari eventi) e lezioni di cucina (che comunque continuerò imperterrita, perché mi diverto un sacco e conosco persone nuove), ma il fatto è che, ho accettato perché semplicemente me l’hanno chiesto. Cioè, non sono andata a cercarmi questo lavoro, mi hanno chiesto ” ti piacerebbe lavorare da noi?” e io ho risposto”perchè no?”. Nonostante sia un lavoretto da poco, il posto è stupendo, posso stare a contatto con la natura -ancora di più lol- tutti i giorni e soprattutto, nel frattempo posso mettere da parte i soldi per la mia caffetteria e per il catering, che sono sempre il mio chiodo fisso.

Vorrei due cose riguardo questo periodo. Molti stranieri, ma anche molti giapponesi, vivono male qua (in generale, non faccio nessun riferimento a persone specifiche o luoghi specifici, per una volta), non si adattano, non gli piace il posto, oppure semplicemente si sentono fuori luogo, come se non appartenessero a questo posto. E’ vero, può succedere e nessuno lo nega, specialmente per gli stranieri, non è una cosa da poco mollare tutto e iniziare, re-inventarsi in un paese lontano, magari senza capire bene la lingua o non avere l’esperienza necessaria per trasferirsi di un colpo dall’altro capo del mondo.

Alcuni non riescono ad ambientarsi neanche dopo anni.

Se posso dire la mia, io non ho mai avuto un lavoro serio (dai, ho fatto l’animatrice turistica – il massimo preso è stato 600 euro al mese) la barista (il mio lavoro preferito e che voglio continuare a fare, ma la volta scorsa mi è andata male), la cameriera, ho lavorato nei call center e non ho mai fatto quello che mi piaceva. Grazie al supporto di mio marito ( perché è lui che mi spinge a fare quello che mi piace) posso dire di essere tornata a sognare, cosa che non facevo da un sacco di tempo in Italia.

Questo non significa che la mia vita è tutta rose e fiori, abbiamo i nostri scazzi, ho i miei momenti di nostalgia perché vorrei che la mia famiglia, i miei amici fossero con me tutti i giorni, ma questo non deve ostacolare quello che voglio fare della mia vita.

Non voglio”avere un lavoro” per dire di avere un lavoro, perché un lavoro qualunque ti da solo i soldi necessari per sopravvivere, non per vivere. Io voglio fare qualcosa di utile, qualcosa che mi piaccia davvero fare e qua ho finalmente la possibilità di farlo. Ci vorrà sicuramente del tempo, e durante questo periodo, perché non fare un lavoretto, che mi aiuta anche ad esprimermi meglio in giapponese? E quindi è giunta così la mia decisione.

Inseguire i miei sogni, ma nel frattempo, aiutare la comunità, supportare mio marito (esattamente come lui fa con me) nel suo progetto, e portare un po’ di soldi a casa.

Forse può sembrare un ragionamento stupido, o egoista, ma non è così. Abbiamo i nostri conti da pagare, le tasse, la luce, il gas, esattamente come ogni altra famiglia, ma non vogliamo arrenderci all’idea di fare un lavoro solo perché dobbiamo mantenere la nostra famiglia, seguire le proprie vocazioni non è facile, ma ci proveremo.

E se dovesse andare male male male, proveremo a fare altro 🙂

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Riassuntone

Eeee, come al solito, non ho avuto tempo di scrivere, guardando il mio blog questa volta sono passati ben 2 mesi e 10 giorni…è stato un periodo davvero stressante e intenso, ma pieno di novità.
Vi ho lasciato infatti dicendovi che finalmente andavamo a stare da soli, quindi partiamo da quello.

Infatti, dai primi di giugno, viviamo in una piccolissima baia dietro l’Izumo Taisha, a circa 15 minuti dal tempio, immerso nella natura, e sostanzialmente immerso nelle persone anziane 😄 Abbiamo aderito ad un progetto di salvaguardia di questa comunità, quindi ci siamo trasferiti da queste parti e stiamo avviando il nostro progetto: ovvero pubblicizzare il luogo tramite eventi, internet e un un bel pamphlet con le foto meravigliose di Kento.

La casa è meravigliosa, come già detto in precedenza, ovviamente ha i suoi problemi (è vecchia:) per quanto sia bella, entrano insetti da qualsiasi buco e anche a tapparli entrano lo stesso da sotto le porte e via dicendo…e con insetti non intendo solo le formichine o le mosche, ma anche i famigerati scarafaggi giapponesi e i “funamushi”, degli insetti che sembrano dei gamberetti 😄 si trovano facilmente nei posti di mare qui…ma almeno questi ultimi non portano malattie e sono totalmente innocui), anche sistemandola è tutta storta 😄 Davvero, abbiamo cambiato alcuni tatami e il ragazzo pendendo le misure ci ha detto: questi tatami sono stati fatti su misura, guardate,questo è più lungo, questo è più stretto…ma chi ha fatto sti tatami! -eh, ce lo chiediamo pure noi XD-, il water è di quelli vecchi, il carissimo -inserire sarcasmo qui- Bottom, ovvero ogni tot dobbiamo chiamare gli spurghi per pulirci la fossa XD.

Nonostante tutti questi problemini, nella nostra casetta stiamo bene, soprattutto da quando sono arrivate le nostre bambine ^_^ no non sono delle bambine vere e proprie 😄 sono due minuscole gattine che abbiamo trovato su Shinmondori, il viale che precede l’Izumo Taisha 🙂 Non avevamo in programma di prenderle, o almeno non subito, ma le abbiamo trovate per caso e ci ha investito non un colpo di fulmine, ma una vera tempesta 😄
Ho sempre avuto un gatto alla volta e ora trovarmi con due micie mi riempe il cuore di gioia, certo ti danno il loro da fare, alla notte ti saltano addosso, ti piantano le unghie nelle cosce,ti corrono in faccia e ti mordono, ma sono gattine, sono le nostre bimbe e ci vogliamo un sacco di bene 😀 Ovviamente tiro delle madonne nel pieno della notte e i primi tempi mi veniva da piangere perché dopo una giornata faticosa, volevo solo dormire…ma ora mi sono abituata perfino ai morsi 😄 Mi sveglio si, ma mi riaddormento subito.

Verso fine mese-mi sembra, adesso è passato un sacco di tempo e potrebbe essere stato giugno oppure maggio…non mi ricordo t_t – ho anche visto Kagura sulla spiaggia, ovvero una forma di danza teatrale shintoista accompagnata da canzoni e musica, notoriamente conosciuta per raccontare alcune parti del kojiki (famosissima la storia di Susanoo e Yamata no Orochi, per dirne una) ma che ha stili diversi. Quella sera abbiamo visto oltre al quella classica(in due versioni, una di un gruppo dell’Izumo Taisha, l’altro gruppo da Unnan) anche un tipo di kagura che, se la memoria non inganna, si chiama eishun kagura, interpretato da ragazzi giovani che solitamente raccontano storie molto più avvincenti ma sempre legate ai miti shintoisti. Quello che abbiamo visto noi raccontava di madre e figlio che tentano di derubare due cavalieri, ma finisce con la madre che chiede scusa al figlio, ha sempre voluto dargli il meglio e proteggerlo, ma ora deve andare per la sua strada ( ? ) quindi fa pace con i due cavalieri che stava per ammazzare (lol) e si mette in viaggio con loro. Apparte il senso tutto giapponese (se provi ad ammazzarmi e poi dopo: ma no dai scusa, vengo con voi!….col cavoloXD) mi è piaciuto da matti. Da queste parti il Kagura è famoso, quindi spero di vederne tanti altri ^_^ Specie questo eishun kagura 😀 (che poi, anche solo il significato della parola eishun è fantastico 😄 composto da 永春、il primo è il kanji di lungo-nel tempo, eterno, mentre il secondo è il kanji di haru, la primavera, legata alla giovinezza…quindi il significato è una sorta di “eternamente giovani” se vogliamo buttarla lì :D)

Giugno è stato quindi un mese impegnativo per il trasloco, le bambine, le pulizie e alcune lezioni di cucina che abbiamo fatto in collaborazione con Ochirato Pan Kyoshitsu, una signora che è davvero formidabile nella panificazione di ogni genere 🙂 Super attrezzata, ha anche i famigerati FORNI VERI,che però a dispetto dei forni a cui siamo tutti abituati in Italia, sono grandi la metà 😀

Luglio è stato a dir poco un’inferno: non dormivo per niente, e oltre al nostro da fare tra Sagiura e rimettere in sesto la casa nuova, si è aggiunto il lavoro in vigna. Infatti da queste parti, l’uva viene fatta crescere nelle serre (sigh) e per giugno-luglio è già bella che pronta per essere venduta come regalo. Quindi ogni giorno si entrava in serra alla mattina, al pomeriggio si impacchettata e a fine giornata arrivava la camionetta che prelevava i pacchi da mandare. Inoltre io e Kento avevamo anche il lavoro delle zucchine, che abbiamo iniziato a vendere nei supermercati-da queste parti c’è uno spazio dedicato ai piccoli produttori in molti negozi. In alcuni abbiamo avuto fortuna, in altri una drastica perdita di tempo e zucchine-che potevamo mangiarci noi xD- Oltre i supermercati, abbiamo deciso di fare vendita diretta al consumatore, risparmiandoci così le commissioni super della JA (infatti si prendono dal 15% al 20%, i carissimi!). Oltre a questo, abbiamo avuto un’altra lezione al Centro Internazionale di Izummo e finalmente siamo riusciti a mettere su il nostro primo Yatai, ovvero stand del cibo durante un piccolo festival per Tanabata. E’ stato faticoso ma siamo riusciti a rientrare nelle spese -contando che abbiamo dovuto comprare tutto, dallo stand vero e proprio, i teppan e tutto l’occorrente, ma quello lo ammortizzeremo per bene 😀 E soprattutto, è stato divertente oltre ad aver avuto molto successo (abbiamo venduto il 90% di quello che avevamo preparato). Quindi si può dire che,il 5 Luglio 2014 è nato “il gatto grosso” ovvero il nostro servizio di catering -se volete fare un salto, qua la nostra pagina –> il gatto grosso– Ah, come a non fare abbastanza, ho creato anche il logo XD, insomma che cosa non si fa per risparmiare un po’!

Per il mio compleanno abbiamo deciso di prenderci una meritata pausa (si fa per dire) e siamo andati ben 1 giorno e mezzo ad Okinoshima, un piccolo arcipelago di isolette a largo di Matsue, noi siamo stati solo sull’isola principale -chiamata se non mi sbaglio Dogo, mentre le altre isole Dozen-. Mare stupendo, acqua davvero cristallina, natura quasi incontaminata, davvero molto bella, ma….ecco, per me Izumo è imbattibile 😀
Luglio segna anche i miei primi fuochi d’artificio in Giappone: un bellissimo spettacolo di fuochi d’artificio sulla spiaggia di Kirara. Mi sono emozionata un sacco, sono stati davvero meravigliosi.

Per finire il mese in bellezza, il 30 Luglio si è svolto il Gongen Matsuri a Sagiura, una bellissima tradizione che purtroppo sta svanendo. Ogni anno il matsuri si fa più piccolo.
Durante il festival, i ragazzi giovani della comunità dovrebbero nuotare fino all’isoletta di fronte Sagiura, salire fin in cima, prendere il sake e tornare giù, e a nuoto ritornare alla nave (la honsen, ovvero la nave principale, dove a bordo ci sono le personalità più importanti della comunità di Usagi più i monaci shintoishi e i suonatori di Taiko e flauto giapponese).
Ora non vanno più a nuoto ma vanno comunque sull’isoletta a piedi nudi a prendere il sake. E’ stato davvero emozionante, e il tempo ci ha anche regalato un tramonto stupendo..Insomma….io ci provo a guardare i lati oscuri della vita qui(ci sono, per carità) ma dopo tutte queste cose magnifiche, non posso lamentarmi.

Anzi no ok, mi lamento! Fa caaaaldo 😀 Ecco fatto.

E siamo quindi arrivati ad Agosto….La raccolta di un tipo d’uva è finita, ora ci sarà un’altro tipo e chissà quante altre cose da fare 🙂 ma spero di riuscire a fare una scappata da qualche parte, anche solo per un paio di giorni.
Per le foto, appena ho tempo, ne inserisco qualcuna:)
Un abbraccio

Giovanna

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In super ritardo: Yabusame a Tsuwano

E’ passato ormai un mese e mezzo da quando sono andata a vedere lo Yabusame, ma per fortuna mi ricordo ancora (più o meno) com’è andata. Un sacco di pioggia. Ma proprio tanta. Tipo che porcamiseria, sveglia all’alba, tre ore di macchina e tiè, piove. Ma è stata comunque una bellissima esperienza.Le foto fanno pena, quindi vi risparmio la penosità. Parliamo di Yabusame e Tsuwano invece, e della bella e piovosa giornata che abbiamo passato.

Ci sono state due gare, ma per motivi di stanchezza e “uff” abbiamo guardato solo la prima. Purtroppo con la pioggia battente non ci sono stati ottimi risultati, è stata un po’ mosciarella ma, per me che era la prima volta che la vedevo, mi è piaciuta abbastanza 🙂

Ma partiamo con ordine: Yabusame (流鏑馬) è praticamente una disciplina derivante dal kyuudou (弓道 -letteralmente “la via dell’arco”) tiro all’arco tradizionale giapponese. Nello Yabusame l’arciere è a cavallo e avendo entrambe le mani impegnate a tenere l’arco e a tendere la freccia, deve fare affidamento sulla sola forza delle gambe per non cadere da cavallo. La pista su cui si gareggia è di circa 250 metri e ci sono solitamente 3 bersagli disposti a equa distanza tra loro. Ad ogni bersaglio ci sono tre-quattro persone, che giudicano il lancio e in caso raccattano la freccia e cambiano il target (solitamente di forma quadrata). Possono partecipare anche le donne (e la scuola è aperta anche ai bambini) ideata come pratica da”nonmiricordopiùchi” nel periodo kamakura, ha poi finito per diventare una disciplina con un percorso anche spirituale molto interessante….

Credo che i posti più famosi per lo Yabusame siano a Kyoto, quello di Tsuwano rimane comunque una bella esperienza da vedere(e il 14 maggio c’è stato anche uno Yabusame piccino all’Izumo Taisha, che ho perso =_=) .

Quindi, c’è stata una piccola parata dei nostri eroi(in teoria ci sarebbe dovuta essere una parata in costume molto più bella -che bramavo tantissimo di vedere, ma visto il tempo è già tanto che abbiano fatto le gare), quindi la gara(andata un po’ maluccio ma, oh, che figata tutti quei costumi, e i cavalli bardati…per un po’ mi sono sentita un altro mondo) e quindi la visita al tempio degli arceri dopo la gara.

Subito dopo siamo andati a fare quattro passi(sempre sotto la pioggia XD) nella zona principale di Tsuwano(ovvero sotto il tempio di Taikodani Inari Jinja, un bellissimo tempio tra le montagne dedicato a Inari , da lì si ha una bellissima vista sulla valle e c’è un lungo sentiero di Toori, magari non magnifico come quello del Fushimi Inari di Kyoto, ma di effetto anche lui.

Perchè tutti questi paragoni con Kyoto? Perchè Tsuwano è anche detta piccola Kyoto 🙂 E’ davvero un bellissimo posto.

La passeggiata principale è costellata di negozi di omiyage(vari regalini fatti a mano e tante cosine buone da mangiare) ma la cosa più bella è che ai lati della strada ci sono due canali con le carpe koi, gigantesche e colorate.

Quindi abbiamo mangiato un ottimo curry in un ristorantino (che da fuori non gli avreste dato un euro 😀 ) e percorrendo la passeggiata, siamo capitati in una galleria d’arte moderna. Siamo entrati e abbiamo chiaccherato a lungo con l’artista in questione: una donna un po’ particolare ma, molto piacevole e interessante, le sue mostre sono arrivate anche in Europa. Fa anche oggetistica e opere pubbliche, ha decorato varie luoghi (come biblioteche, stazioni ecc) e tutto sommato a me sono piaciute. Se volete saperne di più, ecco il suo sito Kei Amatsu (per i Tokyoti in ascolto, se qualcuno di voi passa per la stazione di Shibuya -mi sbagliai, non era ginza-, mi fa sapere se c’è ancora il suo pannello? )

Qua è mezzanotte e mezza, domani abbiamo un sacco di cose da fare(leggasi trasloco imminente) e quindi passo e chiudo 🙂

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Una balena (pescata) e 7 baie sono in festa (proverbio giapponese)

Non sono morta, ma stiamo finendo il trasloco e tra questo e i lavori che stiamo facendo, sono rimasta un po’ indietro con il blog, intanto beccatevi questo articolo molto interessante di Alessandro 🙂

BUROGU: Occhi sull`Impero

27-2-02 (1)

Bene, è giunto il momento di parlare di balene. La voglia mi è venuta dopo la lettura di un articolo, un mesetto fa, in cui riportavano…

No, ma forse è meglio fare una premessa: la Corte Internazionale di Giustizia, il 31 marzo 2014, ha emesso una sentenza con cui si impone al Governo giapponese di non rinnovare le licenze alle spedizioni di pesca “a scopo scientifico” che il Giappone conduce nel mare Antartico 2 vv. l’anno, in quanto i giudici sono giunti alla conclusione che lo scopo delle stesse non è scientifico bensì commerciale. A “citare” il Giappone, è stata l’Australia…

…e a questo punto la premessa mi tocca allargarla. 

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